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L’Olanda travolge l’Italia con un 3 a 0 durissimo

Tre sberle dure da digerire e un torneo tutto in salita, anzi, dopo il 3-0 incassato la qualificazione ai quarti di finale sembra una cronoscalata. L’attesa era tanta, la delusione, cocente, anche per come è maturato il risultato del primo tempo, con un gol da… pieghe del regolamento, in un’azione dallo sviluppo difficile da interpretare, e uno svarione difensivo dopo l’unica vera occasione azzurra: l’Olanda di Marco Van Basten riporta sulla terra l’Italia campione del mondo, che all’esordio ad Euro 2008, a Berna contro gli orange dell’ex campione del Milan, balbetta, si fa forse tradire dalla tensione e vive almeno 90′ da incubo. E l’assistman per eccellenza del “cigno di Utrecht” ai tempi del rossonero, Roberto Donadoni, paga dazio col suo undici anche spregiudicato ma incapace di adattarsi alle esigenze tattiche del match, oltre che incredibilmente disattento. Al riposo, insomma, è già 2-0 per i tulipani. E nel complesso ci sta tutto.

Si parte con Ambrosini un po’ a sorpresa al posto di De Rossi, per un centrocampo tutto Milan, e il recuperato Panucci a destra in difesa con Zambrotta dalla parte opposta, Materazzi e Barzagli (capitan Cannavaro è in panchina, ma autorizzato, con le stampelle a fare il tifo), Pirlo e Gattuso a completare il pacchetto nevralgico, Toni punta centrale nel tridente spurio con Di Natale e Camoranesi. L’Olanda è senza Robben e Van Persie, ma non si nota più di tanto, visto che dopo un buon cross dell’esterno dell’Udinese non agganciato dal bomber azzurro del Bayern, Buffon corre diversi brividi, soprattutto in uscita bassa su Van Nistelrooy, liberato in un buco centrale dei campioni del mondo da Kuyt, la stella del Real fa passare la palla, c’è un contatto col capitano italiano, potrebbe essere da rigore, ma l’orange non va per terra e perde il momento per depositare la sfera nella porta sguarnita: un signore.

Siamo al 20′, altri due minuti ed altro spavento, Materazzi spizza di testa quanto basta per togliere la palla dalla portata del solito “Van Gol”, ma al 25′, maturo, il vantaggio arancione arriva: su un tirocross ddi Sneijder sempre Van Nistelrooy trova la zampata vincente, da quella che sembra un’evidente posizione di offside, ma oltre la linea di fondo c’è Panucci a terra infortunato a rendere valido il tutto. Vivaci proteste nostrane e giallo per Toni. La reazione ci sarebbe pure, minuto 31, zuccata di Materazzi su corner conquistato con caparbietà da Zambrotta (a sua volta ammonito nel corso del tempo), e salvatagggio sulla linea di un difensore olandese, ripartenza fulminea e letale che porta al raddoppio di Sneijder, freddissimo a far passare la sfera fra Buffon e il palo su taglio basso dalla destra dell’eterno Van Bronkhorst, 2-0 al 32′.

Ci prova ancora a testa bassa l’Italia, mentre Donadoni pensa a Cassano o De Rossi, Di Natale punge due volte Van der Sar, ma la squadra è sbilanciata e distratta, e solo un super Buffon evita il tracollo al 41′ sull’incontenibile (almeno per i centrali azzurri) Van Nistelrooy, scattato ancora oltre la linea, ma graziato dall’incerto svedese Frojdfeldt. Si va così a parlarci sopra, ma i cambi alla ripresa sembrano inevitabili.

Si riparte invece senza cambi, ma è solo questione di minuti, quelli in cui però la Nazionale “ondeggia” ancora pericolosamente, dopo una buona punizione di Pirlo non sfruttata a dovere da Panucci, quando il fischietto svedese grazia Materazzi, in ritardo su Van Nistelrooy. Giallo anche per Gattuso, poi è il momento delle sostituzioni: fuori l’interista (quasi incredulo), dentro l’eroe di Berlino Grosso, Zambrotta, pericoloso in percussione solitaria poco prima, passa a destra, Panucci va in mezzo con Barzagli, ma si muove anche Del Piero dalla panchina, il capitano della Juventus, al suo quarto Europeo, come del resto Van der Sar, entra (per Di Natale) prima del 20′ e prova subito a far male all’ex compagno dopo aver irriso Ooijer, ma il portiere olandese non casca nel “trappolone” del destro a giro e para.

Buono l’impatto di Pinturicchio sul match, altro duello vinto col proprio marcatore e botta fuori di poco, a Van Basten viene un po’ di paura, la contromossa è Van Persie per Van Nistelrooy. Pronto anche Cassano, gli fa spazio, a un quarto d’ora dalla fine, un impalpabile Camoranesi, il doriano trova subito una palla magica per Toni, che, in posizione regolare, si divora il gol che potrebbe riaprire il discorso con un pallonetto sballato sull’uscita di Van der Sar. Il ct arancione si copre ancora, dentro Heitinga per Boulahrouz, buona la sua partita di sacrificio su Di Natale in particolare, ma a tenere sveglio Buffon è un tentativo di Engelaar.

L’Olanda è stanca, e gli Azzurri hanno un’altra occasione colossale, con Grosso, che centra l’estremo difensore dello United da due passi, la terza chance la nega Van der Sar a Pirlo su punizione, altro contropiede ed è 3-0. Buffon fa il miracolo su Kuyt ma non può nulla sul colpo di testa ravvicinato di Van Bronckhorst sul controcross del biondo esterno del Liverpool, nonostante un intervento disperato di Zambrotta sulla linea. E cala il sipario.

Il resto conta poco, scampoli di partita per Afellay (fuori un buon Kuyt), che accarezza la traversa, sfiorando il 4-0, da posizione quasi impossibile, Van Persie fa fare brutta figura a Barzagli ma non inquadra la porta, poi per fortuna la sofferenza ha termine.

Italia insomma sonoramente bocciata, più che rimandata, dalla prima uscita sulla ribalta continentale, Berlino è quantomai lontana, spazio per risalire la china, nei match con Romania e Francia, parse tutt’altro che irresistibili nel confronto diretto di Zurigo, ci sarebbe pure, ma la sensazione è che siano già pronti i processi.

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